Iris.


Non sà perchè lo fa, ma Iris ci spera sempre.

Nonostante la sua vita possa considerarsi tranquilla ed armoniosa, lei ci spera sempre. Un gesto, una parola, un pensiero inaspettato trovato nella casella di posta elettronica, una lettera stropicciata infilata nella tasca di un jeans piegato in valigia, un bacio nel bel mezzo di un discorso, una frase sussurrata all’orecchio mentre si passeggia, un sorriso. Iris ci spera sempre nell’arrivo di quella goccia che increspi la liscia superficie della sua esistenza. Anche quando sà che non dovrebbe sperarci più. Lei è fatta così; i sogni sono fatti per avverarsi prima o poi…no?

Perchè demordere? Lei è sempre nella trepidante attesa che qualcosa le dia nuova energia e nuovi stimoli per vivere la vita di tutti i giorni…altrimenti ogni giorno è uguale all’altro, e allora che gusto c’è se non accade nulla che li distingue? Questo l’ha capito presto. Ed ha aspettato tanto nell’arrivo di quella persona che finalmente avrebbe portato un pò di scompiglio nella sua vita. Uno scompiglio ordinato, ma meglio di niente!

Iris non capisce perchè nonostante esprima costantemente questo bisogno di emozioni diverse, esse non arrivino mai, neanche quando i presupposti affinchè ciò accada vengono serviti su un vassoio d’argento. Mancanza di tempo, dice lui. E’ questo che Iris non comprende. Mancanza di tempo? Il tempo è stato creato dall’uomo, per questo può essere modellato in base alle nostre esigenze! E’ fatto apposta! Basterebbe mettere su l’acqua per la pasta qualche minuto più tardi. Basterebbe tornare prima da una passeggiata in bicicletta. Basterebbe alzarsi prima la mattina. E’ di questo che si tratta: ritagliarsi un pò di tempo vuoto anticipando o posticipando le monotone abitudini della nostra vita. Anzi no: si tratta di mettere per qualche secondo da parte noi stessi per far spazio agli altri.

Iris lo fa spesso, e ne va fiera. Anzi, sente che è la più totale espressione di se stessa inseguire ciò che il cuore le comanda, far qualcosa che renda felici le persone che ama, emozionarle, trasmettere loro qualcosa della sua interiorità, perchè è sua e basta, è personale, unica, quindi perchè tenersela tutta per se?…e quando riesce nel suo intento, si sente felice. Felice e viva. Solo, le riesce difficile capire perchè per le altre persone non sia così. Perchè non si può “perdere” un attimo della nostra vita nell’intento di dedicarlo eslusivamente, sinceramente, spontaneamente e dolcemente a chi teniamo di più? Perchè non permettiamo agli altri di conoscerci veramente? Ci vergognamo forse di noi stessi? Sempre la solita paura, alla base di tutto. Paura di non piacere, paura di deludere le aspettative, paura di non andar bene, paura di non riuscire….paura di noi stessi e di quel che potremmo essere.

Iris si addormenta con questi pensieri che le frullano nella testa, a volte pensando di essere una sciocca credendo di poter ricevere quel che lei ama donare, a volte ritenendo che in fondo è giusto così. Lei è quel che è, le persone non cambiano. Cambiano le azioni, ma non cambia la sostanza. E Iris è una ragazza innamorata. Della vita e del suo uomo.

“Mi serviva del tempo, per questo ho comprato un orologio.
Mi serviva che regolasse il battito, per questo lo metto vicino al cuore.
Mi serviva di cambiare prospettiva, per questo ha il quadrante d’ambra.
Mi serviva che mi ricordasse, per questo è di un’altra epoca.
Mi serviva che ti somigliasse, per questo si ferma alla bocca dello stomaco.”


P.S. Iris sono Io.

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