Origini.


Aeroporto Orio al Serio. Come ogni lunedì sera mi ritrovo li, a salutare attraverso una lastra di plexiglass il mio Lui. E’ tempo di tornare nel mio, ancora una volta, mondo reale. In fila per l’accettazione davanti a me, una ragazza manda un bacio verso il vetro ad un altro Lui rimasto in piedi accanto al mio. 40 minuti di ritardo che non passeranno facilmente. Tolgo la giacca, tolgo la sciarpa, tolgo il pc dalla valigia, tolgo gli stivali. Ci manca poco che mi facciano togliere pure le mutande. Passo. Tutto ok. Il vigilante fa il simpatico:

“Di Roma tutte e due?”

Cerco nella ragazza un cenno di approvazione e annuisco.

“E come mai qui a Milano? Avete il fidanzato?”

Sospiro un malinconico “Eh si…”. Non vorrei dover tornare, è una tortura tutte le volte.

Salgo sull’aereo, e dopo poco lei si siede accanto a me. Iniziamo a parlare delle nostre storie a distanza e quanta tenerezza mi fa pensare che stà vivendo le stesse cose che quasi 3 anni fa stavo vivendo anche io….

“Voi come vi siete conosciuti?”

La storia è lunga e articolata, ripensarci mi emoziona sempre un po’…

Era Gennaio e mio fratello era venuto a stare da noi per qualche mese. In quel periodo non ero molto avvezza al mondo dei social networks , e diciamo che li boicottavo non poco, facebook in particolare. Ma mio fratello lo usava di tanto in tanto ed io non perdevo l’occasione di dare una sbirciatina, incuriosita. Così, con l’anno nuovo, decisi di iscrivermi anche io. Ignara del suo funzionamento mi ritrovai un po’ in balia degli eventi: richieste di applicazioni, inviti a giochi, richieste di amicizia, messaggi, chat, test. Pian piano iniziai a prendere confidenza con questo mondo nuovo che si apriva davanti a me, dove le informazioni volavano alla velocità della luce.

Appena iscritta quel che più mi interessava era vedere i risultati dei test che mi mandavano i miei amici, e devo dire che era il modo in cui passavo maggiormente il tempo lì dentro, visto che la diffidenza c’era e non poca.

Dopo 3-4 giorni una richiesta d’amicizia fuori dal coro. Lui. Cercavo di capire chi fosse, se l’avessi già conosciuto da qualche parte, se avesse partecipato ai vari college in cui ho studiato all’estero l’esate..ma niente, di lui proprio non mi ricordavo. Decisi di scoprirlo accettando la sua richiesta d’amicizia, ma probabilmente non era in linea. Tentai di scoprire qualcosa cercando eventuali amici in comune, fotografie, andando a ritroso sulla sua bacheca. Niente. Probabilmente aveva sbagliato perosona, pensai. Avrei comunque indagato nei giorni seguenti. Nel frattempo, da quel che avevo visto, non mi suscitò molta fiducia. Pensai, vedendo quel che solitamente pubblicava, che fosse uno di quei tipi che cercano di adescare ragazzine ingenue ed inesperte del mondo informatico, o comunque un ragazzo poco affidabile, visto anche il fatto che era (ed è tutt’ora) 10 anni più grande di me. Chiunque si sarebbe insospettito, se ne sentono così tante nell’etere,  ed io avevo solo 18 anni.

Col passar dei giorni capitò di scriverci, un saluto, una battuta, una chiacchiera. Ero piuttosto diffidente anche perchè ero impegna con il Lui di turno, con cui le cose non andavano molto bene, quindi nè l’umore nè la mia attenzione mi rendevano propensa a fare nuove conoscenze. Solitamente non mi sento interessata ad altri ragazzi se sono già impegnata, e se succede (quelle rare volte in cui è successo) è perchè: 1) qualcosa non va con quello attuale e 2) quello interessato è riuscito a fare breccia, in qualche modo. Solo che, all’epoca, vàll-à-capì!

Non capivo perchè, ma anche se lo sentivo per un saluto veloce in chat, dopo, la giornata sembrava rischiararsi, scorrere più velocemente, più briosa. Avevo più energia e sentivo il bisogno di parlare con lui almeno una volta al giorno, e se questo non poteva accadere, bhè…alle mie giornate mancava quella marcia in più, quel sorriso stampato in faccia che mi aiutava a sostenere anche le continue discussioni e le notti passate a piangere a causa del Lui di allora. Era una droga bianca, una pillola di felicità cui non volevo e non potevo rinunciare! Imparai a conoscerlo, apprezzavo la sua sensibilità, la sua dolcezza e la sua presenza, il suo interesse per il mondo che c’è nella mia mente e non solo per il mio corpo! E non ci avrei rinunciato per nulla al mondo!

L’interesse cresceva da entrambe le parti, ma i miei problemi purtroppo, nonostante questa piccola nuvola felice che annebbiava le mie sofferenze nascondendole per un po’, erano sempre li. Mi incolpavo dei Suoi atteggiamenti nei miei confronti, accettavo la Sua indifferenza verso tutto ciò che per me era importante, il fatto che non si confidasse con me, che non mi parlasse per il gusto di farlo, ma per il DOVERE di farlo, sopportavo notti insonni in preda a crisi isteriche di pianto, gli occhi gonfi ogni mattina a scuola. Finchè.

Finchè non ce la fai più. Inizi a cambiare prospettiva, inizi a mettere la TUA salute mentale prima del benessere altrui. Inizi a pensare che non te lo meriti. Anzi. Che meriti di più. Inizi a pensare che vali tanto e che spesso le persone sbagliate riescono a sminuirti senza neanche rendertene conto. Capisci che non sei sempre tu quella che deve farsi in 4 per rendere felici gli altri, ma che si deve collaborare per rendersi felici a vicenda! Quel che più mi spaventava è che non avevo più fiducia in me stessa, nelle mie potenzialità, e forse solo ora, dopo 3 anni, riesco ad essere soddisfatta di quel po’ che sono e di quel po’ che faccio. E tutto questo l’ho raggiunto grazie a Lui.

Lui che tutte le sere mi chiamava per sapere come stavo, come andavano le cose. Lui che mi dimostrava di voler essere, anche solo un pochino, parte della mia vita. Lui che non voleva sentirmi star male così. Lui che mi ha dato la forza di staccarmi da una relazione che mi stava solo logorando l’anima, spingendomi a mallearmi per meglio adattarmi ad un carattere difficile, chiuso, esigente.  Lui che nel momento più scoraggiante e critico di quel periodo ha preso un treno ed è venuto da me, per starmi vicino e parlarmi guardandomi negli occhi, abbracciarmi, se necessario. Sono stati giorni splendidi. Finalmente uscivo  all’aria aperta e riuscivo di nuovo a percepire il calore del sole sulla mia pelle. Una carezza sulla mano valeva più di mille baci. Un film accoccolati sul divano era più emozionante della dichiarazione d’amore più struggente. Mi sorrideva ed io ero contenta così. Mi sorrideva ed io, imbambolata, lo guardavo, bello come il sole. Felice. Batava così poco ed io mi sentivo FE-LI-CE. Era sincero, spontaneo. Mi guardava come se non ci fosse cosa più bella al mondo, ed io arrossivo, distogliendo lo sguardo, incapace di sostenere tante emozioni tutte insieme.

Ma non sarebbe stato facile. No. 10 anni, 600km e 5 anni di università,  a dividerci. Un passato ricco di delusioni da affrontare. Ma io non avrei mai potuto rinunciare a quella felicità che finalmente avevo trovata. Lui era meno convinto di me e questo mi ha lasciato una ferita profonda in fondo al cuore, ma io mi sentivo forte per entrambi e non gli avrei mai permesso di gettare la spugna senza aver neanche tentato. Ne valeva la pena, IO LO SAPEVO. Come si possono voltare le spalle a tanta intensità, a tanta gioia!? Il giorno che se ne andò provai una stretta al cuore che non mi abbandonò per giorni e giorni. Lo avevo trovato e aveva lasciato in me qualcosa di speciale, di importante, di profondo. Mi batteva il cuore. Martellava. Lo schermo del cellulare si illuminava ed io sussultavo. Mi riempiva di parole bellissime che mi scaldavano dalla testa ai piedi…mi buttavo sul letto a fissarle, le lacrime a inondarmi gli occhi. Di gioia, finalmente. Si è intrufolato nella mia vita delicatamente, mettendo radici profonde, crescendo via via, come un rampicante, intrecciando i suoi rami lungo ogni mia fibra, intrecciandosi e saldandosi bene intorno al mio cuore per proteggerlo e farlo suo. Ed ora, dopo questi fantastici 3 anni che mi è accanto, come potrei non amare il fantastico giardino che ha creato dentro di me? Ha avuto cura di me, si è sempre preoccupato del mio benessere e della mia felicità, della mia serenità.E’ dentro me più di quanto lui possa immaginare e sin da quella prima volta capii che non se ne sarebbe mai andato.

Se oggi sono quel che sono lo devo a Lui. Ed è per questo che Lo amo. Mi ha raccolta quando ero più fragile e bisognosa di cure. Mi ha salvata. Mi ha resa forte. Mi ha resa me stessa. Ed è per questo che voglio passare la mia vita con Lui.

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6 thoughts on “Origini.

  1. Ed io non desidero altra persona che TE al mio fianco, Sara. È vero, è stata ed è ancora molto dura, ma siamo felici, stiamo meglio entrambi, e crediamo nella nostra storia, ci emozioniamo e vogliamo una vita INSIEME. Ed è per questo che ti aspetterò dolcissima ragazza…<3

  2. Son venuta a leggerti… ed é bellissima la tua storia. Tu si che puoi sentirti come Biancaneve, data questa storia da favola! 🙂
    Ti abbraccio forte…

    • Ehh…ma come tutte le storie da favola. abbiamo anche noi i nostri antagonisti, incarnati per lo più dal fatto che siamo molto impegnati (laurea io, lavoro lui) e molto distanti geograficamente…Fortunatamente però siamo comprensivi e sappiamo venirci incontro e ritagliarci dei piccoli momenti di felicità….:) Grazie per essere passata…se vuoi dai un’occhiata anche al resto! Mi fà piacere! :-*

  3. Pingback: Atelier Fix Design | M.Elly's Blog

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