Nebbia.


Aeroporto di Ciampino di venerdì mattina. MAI PIÙ.

Ore 5:00. Una fila interminabile intorno quel labirinto che ti rincoglionisce girando e rigirando continuamente su te stesso, ultima chiamata per il volo per Cracovia e si scatena il PANICO: chi passa avanti a destra, chi spintona a manca, e gira che ti rigira mi ritrovo quasi in fondo alla fila, dopo mezz’ora di giri di peppe intorno a quei cavolo di paletti, il sonno ancora impastato negli occhi, che grattano. Aricominciamo da capo. -.-‘

Cerco di svegliarmi, di riprendere coscienza, ma il mio corpo pare deciso a muoversi per inerzia. E’ incredibile come alzarsi alle 4 di mattina metta in ibernazione il cervello. I pensieri iniziano ma non trovano una fine, le sinapsi si fanno di cotone ovattato e gli occhi vedono solo le ombre del circondario, bruciano. Finalmente la fila è finita. Prendo posto su una delle sedie bucherellate accanto al gate 22. Sono due ore in anticipo, non passeranno MAI.

Devo fare qualcosa. Cerco conforto in qualche app sul cellulare, ma non sono abbastanza sveglia per focalizzare cosa effettivamente mi andrebbe di fare. Così lascio che sia il caso a guidarmi. Accanto a me un tipo valuta quale testata giornalistica gli interessa di più, sbirciando di tanto in tanto una pagina piena di foto femminili. Uomini. Guardo le persone che passano e si mettono in fila. Mi piace pensare che nello stesso stanzone dove mi trovo ci sono persone provenienti un po’ da ogni dove. Mi fa sentire parte di qualcosa di più grande, è confortante.

Finalmente le 7.15, finalmente in fila. Salgo sul bus e muoio di freddo. Per quanto mi riguarda, da oggi è inverno. Tornano le nuvole dalle labbra, tornano i brividi lungo la schiena. Mi mancava. Adoro patire il freddo quando sò che poi avrò un bel posticino al caldo. Infatti non faccio neanche in tempo a sedermi sull’aereo che CROLLO. Calduccio, musichetta di sottofondo, un sonno che manco ve lo dico. Mi scelgo un posto senza finestrino così posso appogiarmi. E chi stà meglio di me. Nel giro di 5 minuti (percepiti, 50 reali) siamo già a Bergamo. L’atterraggio migliore in 3 anni di Ryanair. Acchiappo la valigia al volo senza decapitare nessuno, la prendo di peso e scendo, alleluia, le scalette. Finalmente a terra.

Non faccio in tempo a mettere l’ultimo piede giù che già me ne pento. SI GELA! E C’E’ LA NEBBIA! E LUI NON E’ ANCORA ARRIVATO! -.-‘

ARIDATEME L’AEREO!!!

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