Dreams 2.


Sono a Milano, ma non più nella solita casa. La casa è nuova, più ampia, spaziosa ma decisamente un pò cupa, tetra e retrò. Non c’è molta luce ed io sono ai fornelli, preparando qualcosa di buono per Lui e per la mia famiglia venuta a trovarci. Metto un padellino tutto storto a cuocere dei cereali per farne una zuppa. Inizialmente sbaglio fornello e la fiamma è pericolosamente alta, quindi lo cambio.  Sono le 19 e Lui ancora non si vede, inizio a preoccuparmi perchè mi disse che sarebbe tornato presto.

Lo chiamo ma non è raggiungibile.

Inizio a rifare la valigia, quella sera sarei tornata a Roma con i miei genitori. Ne approfitto per sistemare la ultime cose sulla tavola, non potendo contare sulla sua presenza e relativo aiuto.

19.30, suonano al campanello. Sono loro. Entrano, ma io sono triste e a stento trattengo le lacrime, Lui non mi avvisa, non mi dice nulla. Mi ha lasciata sola in balia dei commenti della mia famiglia, e cerco di giustificarlo in tutti i modi..il lavoro, è sempre molto preso dal lavoro. Mentre mia mamma prepara i piatti da servire, scappo nella camera da letto, che sembra una di quelle da film: polverose, tetre, puzzolenti di palline di naftalina, il letto è ricoperto da coperte pesanti, antiche, ruvide, scure. Scoppio a piangere, lui non solo non ha mantenuto la promessa fatta, in più neanche avverte del ritardo. Mi raggiunge mia zia, la sorella di mamma. Cerca di consolarmi, di non farmici pensare e, all’improvviso, una Sua chiamata.

Alla buon’ora, penso. Mi dice che gli dispiace di non arrivare in tempo, ma farà tardi e quindi di cominciare senza di lui. Gli rinfaccio il fatto che non si era ritagliato neanche una mezz’ora per salutarmi e per salutare i miei genitori come si deve. Riattacca lasciandomi fissare in lacrime uno stupidissimo telefono.

A quel punto mia zia, vista l’aria che tirava al tavolo, mi propone di tornare in macchina con lei, almeno mi sarei risparmiata i vari ed eventuali commenti. Accetto volentieri, chiacchierare con lei è sempre un toccasana, vista l’affinità caratteriale. Mi dice però che sarebbe prima dovuta passare dal suo negozio a prendere una cosa che aveva dimenticato. Non mi fa molta differenza, così le dico che non c’è problema. Si ferma davanti a un negozio ancora aperto, nonostante sia notte fonda. Scende dalla macchina ma viene fermata da un paio di ragazzi che le chiedono se il negozio li vicino fa delle belle fototessere. Mia zia s’infervora, tirando fuori dalla tasca, non sò perchè, proprio delle mie foto, spiegando loro che in quel  formato vengono date gratis. Dopodichè viene fermata da un paio di zingare ma non riesco a sentire cosa le dicono. Fatto stà che entrano nel negozio ancora aperto, alla mia destra, e chiedono della carne. Zia mi invita ad entrare,  vado con lei. Mi dice che la carne li è ottima e vuole sfruttare il fatto che siano ancora aperti per comprarne un pò.

Dopodichè: Miiiiauuuuuuuuu!

E allora capisco che è ora di alzarsi!

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