La neve nei ricordi.


Partenza ore 8.30 dalla solita base cremonese per raggiungere i nostri compagni di viaggio. Facciamo tappa all’autolavaggio perché in quello stato la macchina nun-se-po’-vedè, insomma, la decenza prima di tutto! Neanche ci fermiamo, che squilla il telefono. E’ il suocero: “Ma le avete prese le catene da neve?”

Lo guardo mentre mi manda un getto d’acqua sul finestrino con la lancia in mano. A gesti gli riporto il quesito. Sgrana gli occhi! No!! Tornare indietro ora NO! Se per UNA volta potevamo essere puntuali, ebbene, non è questa.

Torna indetro, agguanta le catene, incastrale tra uno snowboard e una valigia, risali, riparti, raggiungi gli amici.

Finalmente SI PARTE! Circumnavighiamo la costa sud-est del Lago di Garda, sempre più su, fino a Terento, paesino austro-italico in provincia di Bolzano.

La Locanda Kieserhof è poco fuori dal centro paese, che si può comunque raggiungere facilmente a non più di una bella passeggiata di salute a qualche grado sotto zero. Al nostro arrivo ci accoglie Monica, di evidente foggia tedesca, visto il suo forte accento straniero (chiamiamolo anche “incapacità di spiccicare più di due parole d’italiano in fila).  Già, a pochi km dal confine con l’Austria, gli italiani di qui rinnegano le loro origini scegliendo come prima lingua il tedesco. Ovunque: cartelli stradali, menù, cartellini del supermercato, depliant. Ovunque potrai leggere le descrizioni prima in tedesco e, DOPO, in italiano. Viva l’Italia.

Appena arrivati sembrava fossimo gli unici a soggiornare li, infatti la tipa non ci chiede neanche i documenti (manco ci avesse riconosciuto!) ed esordisce subito con un riepilogo: “Allora, tue stanze matrimoniali apena pulitte, numero zzei e numero zètte, colazione zette e trentha  fino nove trentha, cena ore zette”. CENA ALLE SETTE. Va bhè, lascio a voi i commenti.

L’AREA: Il posto è carino e caratteristico. E’ una classica baita di montagna, grandissima, gestita dalla discendenza di due folkloristici vecchini da noi soprannominati “Nonno e Nonna Misseri”, per la somiglianza che il caro goliardico nonnetto ha con l’arcinoto Zio di Avetrana. Poco sopra una collinetta, la costruzione è affiancata da un bel parchetto giochi per bambini che si rivelerebbe sicuramente uno spasso una volta finita la stagione nevosa. Il parcheggio per le auto è sufficiente a contenere almeno una macchina a stanza, che non penso siano più di 10, e sullo stesso spiazzo, un’immensa stalla modernissima accoglie tante belle e capellute mucche, tutte con una messa in piega ad hoc. Abbiamo notato, durante il soggiorno, che lo yogurt e il burro serviti a colazione vengono realizzati proprio con il latte prodotto alla Locanda, e questa dimostrazione di genuinità e qualità ci ha fatto non poco piacere.

LA STRUTTURA: Al piano terra, appena entrati, sulla destra, ci accoglie la sala da colazione/cena, piccolina, con i tavoli contati necessari ad ospitarci tutti. Lungo il corridoio, cucina, WC, uffici e la scala che conduce alle stanze, ai piani superiori. Il tutto è rivestito in legno, moquette rossa e finto pavimento gommoso a imitazione di mattonelle, materiale che poi si ritrova anche sulle pareti dei bagni delle camere. Noi abbiamo alloggiato nelle camere 6 e 7. Le stanze sono davvero grandi, con armadio, tavolo, parete del letto attrezzata, bagno, e lettino. L’odore che si respira è una via di mezzo tra il legno delle pareti e il disinfettante con cui puliscono il linoleum del pavimento ed è un po’ forte, ma con qualche minuto di arieggiamento diminuisce considerevolmente. Il letto è morbidissimo! Appena ci si siede ci si sprofonda letteralmente dentro! Nota dolente, le coperte ed i cuscini. Sono in piuma non trapuntati, quindi inutile dire che tutto il contenuto si sposta continuamente da una parte all’altra della federa. Oltretutto i cuscini sono quadrati, giganti e le coperte sono singole, cioè, sono come dei sacchi personali nei quali avvolgersi per dormire, pesanti e un po’ rumorosi. Ma ci si adatta! 😉 In effetti, dopo la prima notte, durante la quale abbiamo veramente sudato sette camicie per quanto vengono scaldati gli ambienti, abbiamo fatto di quelle dormite che ci saremmo potuti rimanere anche tutto il giorno!

Note da ricordare: 1) Nella stanza vengono forniti solo gli asciugamani. Niente sapone. Niente phon. Fortunatamente in centro paese ci sono due minimarket molto forniti dove poter trovare di tutto e anche di più. 2) La cena è categoricamente alle 19. Abbiamo visto piatti accumularsi di volta in volta sui tavoli accanto al nostro, e non dev’essere bello per niente dover mangiare tutto freddo. 3) La tipa alla fine del soggiorno ci ha un po’ provato, facendoci pagare 6 giorni invece che 5. Non sapremo mai se ha voluto fare la furba o se si è semplicemente sbagliata. Fatto stà che i maschetti del gruppo sono riusiciti a recuperare i soldi facendole notare l’errore. 4) La tipa sopracitata non spiccica una parola di inglese (con dei russi le ho dovuto fare io da interprete), pochissime frasi in italiano, ancor meno qualche sillaba in francese. In compenso il tedesco sembra essere la sua lingua madre.

SCIARE: Non lontano dalla locanda, per chi, come me, è alle prime armi con lo sci, o snowboard nel mio caso, si trova una pista non molto ripida e non molto lunga. Il bello è che c’è un’area destinata ai bambini dove poter fare pratica gratuitamente oppure ci si può arrampicare a piedi e scendere dall’altezza preferita, per prendere confidenza con l’attrezzatura. Proprio alla base della pista troverete un bar gestito da una foca e un ubriacone che puntualmente scordavano nel forno la mia e la di Lui ordinazione. Il menù per il pranzo non è ampissimo, ma ce la siamo cavata bene per 4 giorni a suon di pizzette prosciutto e funghi e panini MonAmour, birra Weiss e CocaCola a gogo. Proprio davanti le piste, un minimarket e un centro specializzato per affittare l’attezzatura chiudono il cerchio dei servizi per sciare! La Locanda offre degli ambienti limitrofi alla stalla dove riporre scarponi e sci/tavole da snowboard che, ricoperti di neve, non è decisamente il massimo tenere in macchina!

MANGIARE: Il cibo, bisogna ammetterlo, è strabuono! Il tutto è tradizionale e gustoso! Le porzioni sono equilibrate, considerando che si cena molto presto, però, verso mezzanotte, uno spuntino diventa necessario, quindi se possibile, fate il bis di qualche cosa, almeno evitate brontolii vari di stomaco durante la notte! La colazione comprende: yogurt, cereali, latte, acqua sporca di caffè, pane, burro, marmellata, miele, succhi di frutta vari, dolci di turno, prosciutto cotto e crudo, salame, formaggio e, di tanto in tanto, un “cock” (uova alla coque) come dice Monica. Le cene sono un tripudio di ricette tradizionali: primi, secondi, contorni e dolci sono tutti molto saporiti e ben preparati. Apparte l’acqua, vino, birra e caffè vanno pagati a parte. Il fatto che qui si mangi molto bene ci è tornato utile più volte, specialmente per capodanno, quando, alla folle ricerca di un cenone in un ristorante più elegante, la gentilissima fauna locale ci ha neanche troppo cortesemente rifiutato le prenotazioni. Se dovete proprio prenotare un tavolo in un ristorante del Südtirol, delegate un vostro amico che parli tedesco al gentil compito. Vi risparmierete numeri da circo.

In definitiva, però, consiglio vivamente di trascorrere qualche giorno alla Kieserhof, che sia inverno o estate non importa. I posti meritano, i paesaggi sono suggestivi ed i tramonti indimenticabili, con le dolomiti all’orizzonte. L’accoglienza non è stata delle più calorose, ma sicuramente la più calda di quelle che ci sarebbe spettatata in qualsiasi altro posto! Quindi, 10 punti in più!

P.S. BUON ANNO A TUTTI  I MIEI LETTORI! ABBIAMO INAUGURATO IL 2012 CON BEN 2000 VISUALIZZAZIONI! GRAZIE!

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