Verde brezza d’Irlanda.


Era una sera peggiore delle altre a ridosso delle frastagliate coste Irlandesi ululanti di spuma marina.

“Sei bellissima stasera…”

Così recitava il testo in contrasto sul display del suo cellulare. Il numero non le era familiare e non era familiare neanche alla sua rubrica.

Nonostante ciò, sorrise. Sorrise di quei sorrisi di pancia, spontanei, di quelli che non puoi comandare a venir fuori. Sorrise di quei sorrisi che renderebbero bella qualsiasi foto, anche sfuocata. Sorrise con gli occhi, con le orecchie, col cuore con un impeto che illuminerebbe la più buia delle stanze. Che potenza hanno, le parole. E, dopo qualche minuto d’immobilità, si sorprese a riflettere.

Già: chi poteva essere? Magari qualcuno ha sbagliato numero. O magari no. O magari è solo uno scherzo di quel pazzo che doveva andarla a prendere. Certo, poteva usare il suo, di numero. Sicuramente hanno sbagliato. Eppure mai un errore la rese più di buon umore di quello.

Lei era di quel tipo che si sofferma a riflettere su tutto. Alle coincidenze, a quel particolare avvenimento, anche privo di rilievo, che le accadeva e in quale momento preciso della sua vita e sui perchè. Mille ragioni, mille storie si affacciano nella sua mente in un turbinio di immagini. A lei piace riflettere, analizzare, sviscerare aspetti che normalmente tracurerebbe della sua vita. Ci pensa spesso. Ricorrente è, per lei, infatti, la sensazione di trovarsi come in un mondo surreale, nel quale le cose le accadano come comandate da qualcuno che l’ha spiata, ascoltata, seguita, che ha percepito i suoi pensieri e sfruttato i suoi gusti affinchè quel tal giorno avvenisse quella cosa, alla tal’ora un’altra e nel tal momento un’altra ancora. Questo la spaventa e la affascina al contempo. Non è raro che lei pensi, per esempio: “Non ho mai preso un taxi nella mia città. Un giorno lo sfizio voglio togliermelo!” e dopo qualche tempo si ritrovi imbottigliata nel più stressante e meno clemente sciopero dei mezzi nel quale si sia mai imbattuta e dover ricorrere all’ausilio di un taxi per uscirne indenne. Oppure di scaricare una canzone dal web e nel momento dell’esecuzione rendersi conto che si tratta di tutt’altro brano musicale, ma molto più bello. Gruppo? Mai sentito. Canzone? Ignota. Brani celebri? Sconosciuti. Il giorno dopo entra in metro e la sente fischiettare a un ragazzo. Poi in facoltà, canticchiata da una ragazza in bagno. Dopo qualche giorno in uno spot in TV. A volte le sembra di far parte di un programma di analisi marketing. Essere studiata come “persona tipo” per individuare gusti, usi, consumi.

Un giorno, dopo un’intensa giornata di attività universitaria, decise di ritagliarsi un po’ di tempo per sè. Si cercò l’ombra di un albero profumato e si sedette dove l’erba non era troppo diradata. Adorava poterla accarezzare, sovrappensiero, con le dita, la brezza che le spostava i capelli sul viso. Riflettè. Ciò che in quel momento della sua vita le stava più a cuore era “essere la persona giusta”. Per se stessa e per quel qualcuno che l’avrebbe riconosciuta come tale. Quel qualcuno che, incrociandone lo sguardo, avrebbe sussultato esclamando: “Eccoti finalmente! E’ una vita che ti cerco, dove cavolo eri finita?”

Essere la persona gusta per se stessi mette in condizione di donare tutto ciò che ci appartiene spontaneamente, non necessariamente materiale e non necessariamente tutto. Il meglio, di solito. Sapere di essere la persona giusta per qualcuno, invece, ci mette in condizione di rimanere quelli che siamo, perchè attraverso i suoi occhi riusciamo a leggerci limpidamente, riusciamo a scorgere la meraviglia e l’emozione che trasmettiamo e che, di  rimando, ci viene ridonata. Quando si viene visti attraverso gli occhi della persona giusta non si può non essere felici. Sapere che qualcuno ci osserva pensando che non esista niente di meglio al mondo, che i nostri difetti sono parte integrante di quel meglio e che se non esistessero non ci sarebbe affatto quel meglio che ci rende “giusti”. Avere la persona giusta al proprio fianco può anche prevedere discussioni, critiche, negazioni. Ma sempre con la consapevolezza che quelle critiche, quelle discussioni, quelle negazioni non intaccheranno mai quel che di magico ci può essere tra due persone.

Di avere la perona giusta al proprio fianco lo si riconosce nel momento in cui qualcosa dentro di noi cambia, scatta come una molla, e niente è più come prima. Si inizia a pensare che con lei si è liberi e sicuri di poter costruire qualcosa di eterno, di solido, di indissolubile.Di poter essere se stessi perchè non potrebbe mai criticarci, ci ritiene unici e perfetti così come si è. Che sia un’amicizia, una relazione, una famiglia, poco importa. La persona giusta non è necessariamente la persona che amiamo, anche se effettivamente avere la botte piena e la moglie ubriaca è il sogno di tutti. Molti magari non la conosceranno mai, o si illuderanno di averla al proprio fianco, magari perchè idealizzata, per tutta la vita. Molti magari ce l’hanno sotto il naso ma non se ne rendono conto. Altri invece la conoscono da sempre e ci convivranno per tutta la vita, consci e grati per l’immensa fortuna che gli è stata offerta. La persona giusta è quella che non daremo mai per scontata, quella persona che non darà mai per scontato quello che si stà costruendo insieme ma che, al fin di ciò, lotterà con il sangue e con i denti, anche contro se stessa, anche contro i propri interessi, pur di mantenerlo sempre saldo e lustro come fosse il più prezioso dei gioielli. Ma non lo è. E’ molto, molto di più.

La persona giusta è quella che conosce a memoria l’odore della tua pelle e non lo potrebbe dimenticare mai. Lo riconoscerebbe in mezzo a tanti e non può farne a meno. E’ quella persona che non ti sottovaluta mai, che non la smetterebbe mai di voler sapere di più, di più e ancora di più di quel che ti passa per la testa, di come si vive la vita dal nostro punto di vista così da poter abbracciare non solo un corpo, ma anche una mente, un cuore e tutti i suoi battiti. Sapere per cosa batte un cuore non è molto più stupefacente e meraviglioso del sapere che lavoro fà una persona? Di cosa ha fatto durante la giornata? Di cosa stà guardando alla Tv? E’ quella persona che non conosceremo mai fino in fondo perchè l’animo umano è in costante mutamento, influenzato costantemente da immagini, pensieri, letture, esperienze, suoni, colori, odori, rimproveri, complimenti, delusioni, sconfitte! Come si può pretendere di non cambiare mai? E’ impossibile. L’essenza può non cambiare. Ma tutto ciò che le orbita intorno, il suo universo, quello si. Oh, eccome se si. E non è forse questo che dovrebbe impedirci di dar per scontato tutto? Ciò che oggi vedo giallo, domani potrebbe essere ocra perchè magari il cielo è nuvoloso. Dopodomani potrebbe essere quasi bianco, perchè c’è un sole intensissimo. Ebbene, se può cambiare così repentinamente una cosa semplice come un colore, come possiamo sperare che tutto ciò che ci stà intorno non ci influenzi? Non influenzi il nostro modo di vedere gli altri, noi stessi e il mondo intero? Come può non influenzare il nostro universo?

Posono poche parole scatenare un flusso così impetuoso di pensieri? Può una leggera brezza marina trasportare gli orizzonti di una ragazza cui piace illudersi che tutto questo un giorno avverrà? Che quella persona che lei tanto spera di avere al proprio fianco esiste e la accompagnerà fin alle pendici della scogliera più alta, a ridosso della quale una piccola casetta di legno le farà da riparo per le giornate più tempestose, le imposte blu sempre aperte sul tramonto, fiori rampicanti tutt’intorno a profumarne le umide sere primaverili. Il sogno di ritrovarsi ogni sera li, dipingendone le sfumature, contemplandone la potente magnificenza, accarezzandone ogni variazione fino al nascondersi del sole oltre l’orizzonte. Due braccia innamorate che la stringono, improvvisamente, forte, mentre lei ripone i suoi pennelli nella tasca dei jeans, prima di rientrare in casa. La serenità nel cuore di chi è conscio che ogni proprio desiderio si è, alla fine, avverato.

Secondo racconto della serie di Iris.

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