Convivenza domestica Vol.4


Che poi pare quasi una cosa da bambini, ma pensandoci bene, tanto da bambini non è.

Ho notato che ogni giorno è sancito da qualcosa e proprio quel qualcosa torna a ripetizione di volta in volta a volerti ricordare che da quella forza cosmica non ne pòi uscì.

Oggi è uno di quei giorni in cui cadono le cose.

Si, ciclicamente torna questo giorno. E quando torna, non lascia mai nulla  al caso.

La giornata è iniziata come tutte le mattinate da una settimana a questa parte: nel trambusto più totale. Mamma e nonna che se non discutono a 130 decibel alle 8.30 della domenica mattina non sò contente. Neanche due porte chiuse riescono ad arginare cotanto fervore, sò rassegnate, non ci provano neanche più.

Poi dicono che diventi acida.

Fate n’po’ voi.

Comunque.

Ho deciso di dedicare tutti i miei prossimi WE all’attività fisica, ora che le belle e soleggiate giornate primaverili lo consentono, voglio sfruttarli al massimo! Mi sintonizzo su un programma di fitness di sky e inizio la mia attività aerobica, divertita dal misto di flessioni, addominali, mambo, merengue e cha-cha-cha. Un giorno ricomincerò a ballare, lo giuro. ME lo giuro. Fatto stà, che dopo neanche 10 minuti uno tsunami pervade la cucina. Un mix di acqua, fette di limone e foglie di carciofo si spandono tra sedie, tavolo, pavimento e piedi de nonna. Credo abbia combinato più disastri lei in 15 giorni che io nei miei primi 15 anni di vita.

E allora pìa lo straccio, pìa il secchio, levati di mezzo, fai assorbire, torna a controllare, e uno-e due- e cha-cha-cha. Mambo, mambo, cha-cha-cha. E fin qui.

Decido di passare un po’ di tempo con la dolce Nerina in giardino. La sua tripposità stà tornando entro limiti circumnavigabili da mani umane. Mi siedo al sole, questo venticello che smuove qualche brivido lungo la schiena. A un tratto sento dalla cucina:“ECCHECCAZZOROSÌ!”

E’ sufficiente una piedata, nulla più. Una piedata e tutta la ciotola di croccantini della squinzia pelosa si distribuisce a tappeto in cucina. Un fungo nucleare di aromi artificali è insufficiente a richiamarla dal giro di pattuglia mattutino.

Insomma, gira che ti rigira, arriva il momento del caffè. Tutto era proseguito tranquillamente (nel concetto di tranquillità attuale, che non si può neanche lontanamente comparare al vecchio significato attribuitele prima dell’habemus nonna, sia chiaro!) tra uno sputazzo e uno starnuto, tra un cespuglio di capelli nel piatto e lo sfrugugliamento dei denti con ogni lato conosciuto della lingua (che poi lo spazzolino che l’hanno inventato a fà?!) mamma s’accinge a prendere lo zuccher……E SWUISHHH……..tutto per terra.

E va bhè.

Oggi è una di quelle giornate in cui cade tutto.

Speriamo non ci si schianti di nuovo la nonna, che dopo femore rotto e ematoma in riassorbimento abbiamo fatto l’en plein.

Per ora è sul divano col volume del televisore a 35!

Ed io riesco a sentirla ugualmente russare.

Sarà una lunga e dura convivenza, LO SO.

ADOTTATEMI!!!!!!

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3 thoughts on “Convivenza domestica Vol.4

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