Di libri, di sushi e di cinesi stitici.


Credo che arrivi nella vita di tutti IL giorno in cui ti ritrovi in un posto incantevole, dove non ti era mai saltato in testa di entrare e che ti si apre come il più ricco dei bauli traboccante di giocattoli che avevi quando eri piccola.

Ecco.

Questo è l’effetto che mi ha fatto la Biblioteca Nazionale. Certo, l’involucro, quale massima espressione del rigidissimo e mudulare stile 70’s, non rispecchia esattamente il mio gusto, ma non si giudica un libro dalla copertina. E’ stato amore a prima vista, e per quanto insignificante esteriormente, una volta conosciuta internamente, mi ha totalmente conquistata.

Il fatto di trasmettere una sensazione così familiare, quella che si ha quando, da bambina, aprivi il tuo libro preferito e lo leggevi tutto d’un fiato a pancia sotto, sul tappeto. I gomiti che formicolavano dopo un po’.

Ecco, è questa la sensazione che ha evocato in me girare per la Biblioteca Nazionale. E se penso che contiene  6milioni di libri dislocati in ben 9 piani di un’enorme stecca architettonica, la cosa mi fà ridere. Se tutta la popolazione di Roma, un giorno, decidesse di ritrovarsi tutta li, come in un flash-mob, e decidesse di leggere un libro, bhè: BASTEREBBERO.

Dopo la visita in questo scrigno magico pieno di tesori, ho portato la mia cara Irene ad assaggiare dell’ottimo sushi. Non ha avuto un grande successo, ma oh, i gusti son gusti.

Torno a casa e, tanto per cambiare, vengo sottoposta al quarto grado della corte marziale di mia nonna:

“Bhè, perché non hai pranzato?”

“Ho mangiato fuori con Irene..”

“Ecchettesarai mai magnata fòri?”

“Abbiamo mangiato il sushi!”

“Ah, c’avevano solo quello alla tavola calda!!?”

“Ehm….ssi, nonna. Si.”

E così, tra le esternazioni ad minchiam di mia nonna e smadonnamenti vari appresso al modem che, CACCHIO, proprio quando voglio scrivere decide di procedere a singhiozzi, viene sera. Mamma torna dal lavoro. Nonna stà li al tavolo, mentre lei mangia. Figuratevi se si perde UN solo movimento di UN qualsiasi membro della mia famiglia. Ho notato che tende a mettersi in posizioni strategiche, solitamente nei punti di casa che vantano i migliori scorci sul tutto (non che sia stà grande reggia, casa mia).

Insomma, tutto ha inizio quando mamma decide di mangiare una banana.

Di recente ci sono state diverse disquisizioni riguardo alle banane. In particolare alle banane maculate. Secondo nonna, quando iniziano ad avere le macchiette, sono già da buttare. Secondo me sono al massimo della bontà. E quindi ha martellato TUTTI per giorni e giorni e oh, non c’è stato verso. Ci siamo dovuti finire quelle cavolo di banane!

Così, vedendo che mamma, insolitamente, aveva deciso di mangiare una bella banana nuova, ancora mezza verde, ho voluto provocare l’infingarda vecchina, esordiendo con un:

“Io l’ho mangiata prima èh! Così sei contenta! Certo, ogni tanto te ne potresti mangià una pure tu èh!?”

E lei: “Ah no èh. Io me magno è kiwi. Sennò nun vado ar bagno.”

E mamma: “Ma che cacchio dici, che le banane non sono astringenti, sono come il riso bianco, sono normalizzanti!”

E io: “Sennò i cinesi morirebbero tutti di occlusione intestinale, non pensi?”

E nonna: “E’, allora mo e spiega! E’ pe questo che sò tutti bassi!”

E io: “Eccerto, perché una persona diventa alta in base a quante ore passa al bagno, mo! Me pare giusto!”

LO CAPITE ORA PERCHé POI IO SCLERO!?!?!?

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