Our Irish trip.


♫ ♪ “Prendi una macchina.

Speri sia bella.

Ti vien rifilata una Panda.

Il tipo alla Hertz ti dice che:

“Italian people, italian car.” ♪ ♫

Non fa una piega. Il nostro arrivo a Dublino è stato questo, alle 22.30 circa di un venerdì 4 Aprile del tutto anonimo. Padraig, il gestore del B&B sulla Drumcondra Rd. non lo vediamo neanche. Ci lascia la chiave in una busta infilata sotto al tappetino d’ingresso. Nessun check-in. Nessun controllo dei documenti nè tantomeno della prenotazione online. Ma la porta non si apre. Le proviamo tutte. Quella davanti, quella di dietro, quella della vecchia vicina di casa che, dopo tentativi vari di scassinarla, ci riceve in mutandoni e ci indica gentilmente qual è l’ingresso per gli ospiti “notturni”. Finalmente in camera! Dopo un incontro ravvicinato del terzo tipo col lavandino più piccolo che abbiamo mai visto ci buttiamo a pelle d’orso, affamati, sul letto, consci che la sveglia suonerà molto, troppo presto.

GIORNO 2

Sveglia alle 6.30, colazione alle 7 sgraffignando quel po’ che troviamo sul tavolo della breakfast room.  Quasi nulla. Il B&B ancora dorme, gli scricchiolii del parquet denunciano ogni nostro spostamento. Partiamo alla volta di Galway, più di 200km a ovest di Dublino, rischiando di imboccare contromano qualche rotonda (la guida al contrario è IL MALE!), comprando le peggio porcherie all’autogrill del benzinaio (Topaz) e arrivando sfranti, sfrantissimi, a Tuam. Un leggero brunch prima di rimetterci in viaggio verso Doolin, alla volta delle Cliffs of Moher, uno spettacolo estasiante di fiordi alti fino a 220m! Da non perdere!

Una volta individuato il B&B, sulla Fisher Rd. una bella corsa sulla grande spiaggia di scogli non ce la leva nessuno! Non facciamo in tempo a scendere dalla macchina che……la “gianna” romana è niente a confronto! Ma lo spettacolo che si è aperto davanti ai nostri occhi è valso assolutamente la pena di prendersi un po’ di gelo! Il tramonto sulle scogliere è qualcosa di sensazionale, il cielo tinto di quell’azzurro pallido che si trasforma in rosa, riscaldando l’atmosfera di una romantica passeggiata. Potete immaginare la sorpresa quando, in seguito ad una mail in cui richiedevo precisamente una camera con vista, dopo settimane senza risposta ci troviamo questo panorama ad attenderci!

Finalmente il tempo per una tazza di tè caldo e un bel bagno bollente ristoratore. Si fanno le 20.30 e i pancini iniziano a brontolare. Che si fa? Cerchiamo un pub. Ci fermiamo al primo che incrociamo, a poche centinaia di metri dall’ Atlantic View B&B. Entriamo passando tra la gente che occupa l’ingresso per fumare, e riusciamo a svincolarci fino ad un tavolo libero. Lui va a ordinare due birre e qualcosa che ci sazi ma……..LA CUCINA E’ CHIUSA, alle 21. Chiede se nei paraggi c’è qualche posto dove riuscire a mangiare e il barman, molto gentilmente, si offre di prepararci qualcosa con quello che trova, pur di non vederci andar via. 10 minuti più tardi si presenta con due belle birre ghiacciate, 4 toast e delle patatine fritte. La gentilezza e l’ospitalità Irlandese sono famose in tutto il mondo! Mentre ci gustiamo la tanto agognata pietanza, nel locale iniziano a suonare musica tradizionale delle campagne del Clare. Dopo un po’, di punto in bianco, si fanno strada due anziani signori, dei quali uno senza una gamba, e cala il silenzio. D’un tratto: brividi. Iniziano a cantare, senza musica, senza tempo, solo le loro voci perfettamente sincronizzate, limpide, forti, coinvolgenti. Cantano della guerra, della politica e di come cambia il mondo, in peggio. La tentazione di alzarmi ed abbracciarli era fortissima, ma la mia preponderante timidezza mi ha tenuta incollata alla panca di legno sulla quale sedevamo. Una serata bellissima, che poterò nel cuore sempre!

GIORNO3

Sveglia non troppo presto, finalmente si può dormire e riposare! Ci godiamo una succulenta colazione Irish con vista sulle scogliere. Ma, ahinoi, è già ora di ripartire per la prossima tappa, Kenmare ci aspetta! Naturalmente non possiamo lasciare questo posto senza aver esplorato le Cliffs of Moher, così, dopo aver contrattato su quanti cavalli io valessi affinchè restassi col padrone della locanda (neanche 24h passate li e già voleva sposarmi!) carichiamo bagagli e bagaglietti sulla nostra fantastica Panda (!!!) e ci avviamo verso sud!

Non avrei mai creduto che un simile spettacolo naturale fosse gestito da un ente che, neanche a dirsi, fa pagare il biglietto per camminarci su. Evidentemente vivevo nel mondo dei sogni se pensavo che un tale spettacolo della natura potesse non essere vittima del buon caro vecchio marketing…eppure. Ben 8km di fiordo per un’altezza massima (nel punto più alto) di 214m. Un vento pazzesco che sulla punta più panoramica si quieta e negli avvallamenti te-se-porta-via! Ciò che ci ha incuriositi è il fatto che per circa 3 km la costa è gestita, ben attrezzata, recintata, sicura. Dopodichè, scavalcando una blandissima barriera fatta di lastroni di pietra, lo strapiombo continua costeggiando una proprietà privata consistente in un CAMPO ENORME adibito al pascolo delle mucche (immancabili su prati, colline, strade, sentieri, vallate etc). Chi non vorrebbe un bell’appezzamento di terra proprio a ridosso della più grande attrazione naturalistica d’Irlanda? 😀

Dopo circa 2km ci accorgiamo del repentino cambiamento del tempo. Non che fosse bello una volta arrivati, ma quel vento freddo e i nuvoloni che via via si accumulavano all’ingresso del centro direzionale non facevano presagire nulla di buono.

Difatti, giusto il tempo di tornare all’uscita che ci siamo ritrovati da così a così:

L’andazzo è eloquente: gambe in spalla e via verso sud! Così, ci lasciamo ( a malincuore) alle spalle quel posto straordinario che avremmo tanto voluto continuare ad esplorare per tutta la giornata, ma una lunga traversata ci aspettava! E che traversata! La strada sembrava non finire più, ma ci ha permesso di godere di panorami unici mozzafiato, ad ogni km sempre diversi e sorprendenti, tinti di quel verde elettrico che solo li si può trovare. Quel verde che ti entra negli occhi e nell’anima, che rende i sogni più remoti realtà tangibile. La natura in libertà, pecore e mucche ad ogni ciglio di strada, cavalli liberi al galoppo, speroni di roccia che si fanno tunnel, alberi ricurvi che si fanno galleria, laghi, fiumi, cascate, e tutto a pochi metri dal nostro finestrino!

sospirodelvento

Arrivati a Kenmare scarichiamo la Panda-car nel grazioso B&B che, oltre ad accoglierci in una cornice di calma e serenità data dal bel giardino curato, risveglia in noi le belve affamate che siamo, dal momento che è anche “patisserie”. Difatti viene regolarmente usato dagli abitanti del posto come normale bar dove fare colazione con dei fantastici dolci fatti in casa che solo a guardarli la glicemia schizza a mille! Una rapida e sostanziosa cenetta in un locale a pochi passi dal nostro giaciglio e tutti a riposo!

Giorno 4

Giorno partito non molto bene. Se c’è una cosa che i gestori di B&B non capiscono è che il latte (che mettono gentilmente a disposizione su ogni tavolo ad ogni ora del giorno e della notte) è un prodotto che andrebbe, di norma, conservato in frigo (e non sui tavoli), consumato  fresco, e non passato di qualche giorno e pieno di polvere. Probabilmente loro non ne fanno largo uso, oppure pensano che sia un alimento non deperibile, o forse, semplicemente, sono abituati così, fatto sta che quel latte contaminato non ci ha fatto bene per niente!

Fatti i conti con dolorini e doloretti, siamo partiti alla volta di Cork. Abbiamo volutamente scelto di non usare il percorso più breve, con l’autostrada N22, perchè la N71 ci avrebbe permesso di godere delle stupende vedute panoramiche costiere!

Giunti finalmente nella cittadina, raggiunto il B&B non volevo quasi crederci. La casa della famiglia Addams sarebbe stata più accogliente! La tipa ci squadra dalla testa ai piedi, poi decide che può farci salire, e in quell’orrore di b&b ci fa ADDIRITTURA scegliere la camera. Crepe, ragnatele, moquette sporche, stanze strette e lunghe, verticalissime rampe di scale, finestre a strapiombo sul fiume puzzolente, topi inclusi. Ampia scelta.

Ma la giornata è bella, soleggiata, quasi calda, così ne approfittiamo per girare un po’ a piedi. Passiamo inizialmente al campus universitario…e CHE CAMPUS! Hogwarts al confronto è una bettola. Ciò che mi fa rabbia non è tanto la bellezza architettonica dei vari edifici in se, quanto la bellezza funzionale dell’insieme architettonico. Ogni luogo ha un suo leggittimo posto, ben indicato, ben curato, ben strutturato. Il tutto racchiuso da un parco circondato dal fiume e da un laghetto. Silenzio, pace, natura, aria buona, senso di protezione, queste le sensazioni che ho provato passeggiando per quei viali. E non stiamo neanche parlando di una delle cittadine più grandi d’Irlanda.

Giunta l’ora della cena (le 18.30), e intensificatosi il mio (immancabile) mal di gola, ci lasciamo trasportare dalle cattive abitudini isolane. IL JUNK FOOD. Come non resistere all’invitante profumino del fried chiken? Di QUESTO fried chiken? Il nostro fegato trasudava olio e coca-cola una volta usciti di li, ma vi assicuriamo che ne valeva davvero la pena! Se doveste andare a Cork, mangiate almeno una volta li!

Ore 19.30, mi arriva un sms: “Hi Sara, you have a reservation in B&B tonight, what time you are arriving? Thank you”.

Allora sei un genio.

Del male.

Oppure una grande rincoglionita, fai tu.

Giorno 5

Destinazione WATERFORD! Erano anni che sognavo di tornarci! Forse perché qui è avvenuto il mio primo viaggio da sola, forse perché questo viaggio ha segnato la mia adolescenza, forse perché è durante questo viaggio che ho provato le emozioni più intense, non lo so. Ma SENTIVO la necessità di tornarci.

Prima di partire, però, essendo Pasqua e trovandoci a pochissimi km da Cobh, l’ultimo porto nel quale fece sosta il Titanic esattamente 100 anni prima, decidiamo di fermarci, così da poter provare l’ebbrezza di assistere ad una messa in inglese (dopotutto era pur sempre festa) e ammirare la grande ricostruzione della famosa nave affondata. La funzione in lingua mi ha fatto un effetto piuttosto strano, la chiesa dove si svolgeva era incantevole, e la nave (‘tacci loro) era leggermente fuori budget. 20 euro a testa per entrare in un tendone. Sopravviveremo.

Si riparte! Purtroppo stavolta il maltempo non lascia scampo. Piove durante tutto il tragitto e quando giungiamo finalmente nella bella cittadina nota per i famosi cristalli e per il WIT (Woterford Institute of Tecnology, dove ho avuto il piacere di studiare in college nell’estate del 2005) non riusciamo a farci neanche una passeggiata, tanto faceva freddo. Il solito buon vecchio vento gelido ci attanagliava, era quasi doloroso muoversi per le colorate stradine del centro, rese però tetre e plumbee dalla sera incombente e dall’acqua incessante. Cena take-away da McDonald’s (che normalmente io ODIO, aborro e boicotto) mangiata allegramente in macchina (tanto faceva freddo!) e poi via! Doccia bollente e a nanna. Febbricitante.

Fortunatamente sono riuscita a fare di nuovo le foto davanti al College dove ho studiato. A causa di un brutto furto avvenuto in casa mia qualche anno fa, ho perso ogni ricordo di quel viaggio stupendo che, in qualche modo, ha segnato la mia vita. Tutte le foto, i ricordi, erano tutti in un pc. Rimpiango di non aver backuppato tutto, allora. Ma ero troppo inesperta per sapere, capire, fare.

Giorno 6

Sveglia atroce. Mal di gola, raffreddore, febbre. Voce? Non pervenuta. As usual.

La gentilissima padrona di casa, molto materna, mi consiglia di prendere un medicinale (molto simile al nostro comune tachiflu, solo dal sapore simile ad un pompelmo amarissimo), aggiungendo che mi avrebbe rimessa a nuovo, e devo dire, un pochino mi ha aiutata. Dopo averci preparato una squisita colazione, ci saluta calorosamente, come fossimo stati parenti in visita dopo tanti anni. Che spettacolo gli irlandesi!

Ebbene, è tempo di partire. Destinazione? KILKENNY! 

Kilkenny è forse la cittadina che mi è piaciuta di più. E’ densa di tutto ciò che si vorrebbe trovare in Irlanda! Storia, cultura, arte, musica, vita, architettura, persone cordiali e alla mano, buon cibo e ottima birra. Insomma, la cittadina ideale.

Il tempo è stato gentile, non era eccessivamente freddo, e ogni tanto il sole riusciva a conquistarsi un varco tra le nuvole dense di quella pioggerellina odiosa che ti fa aprire e chiudere l’ombrello mille volte al giorno! Siamo riusciti a girarla per bene, visitando il famoso Castello , alcune cattedrali, le viuzze coloratissime del centro e, grazie alla ritrovata tranquillità data dal tanto tempo a disposizione, anche a spulciare qualche negozietto!

L’albergo era il primo che non fosse a conduzione familiare, pertanto avevamo molte più comodità a disposizione, come internet, una bel bagno spazioso e caldo, due letti matrimoniali (perché uno era poco!) morbidissimi in cui affondare dopo una giornata di cammino e ore e ore di guida accumulate! Il pranzo è stata l’apoteosi della giornata! Tutto eccezionalmente buono e molto scrupolo da parte della cameriera nel constatare se effettivamente fossimo a nostro agio e soddisfatti delle portate ordinate. Ecco, forse anche TROPPO premurosa. Se passate da Kilkenny, fermatevi assolutamente a mangiare QUI, non ve ne pentirete!

La cena non è stata altrettanto fortunata. Non so ogni volta quale strana combinazione astrale (suppongo l’astinenza da verdure) ci spinga a voler mangiare in un ristorante italiano a pochi passi dal Kilkenny Inn B&B. Molto bello il locale. soprattutto MOLTO AFFOLLATO. Gli irlandesi apprezzano la nostra cucina! 🙂 Noi di italiano non ci abbiamo trovato nulla, però!

GIORNO 7

Sveglia devastante. La mia tracheite si è accomodata in pianta stabile nella mia gola e ha deciso di non sloggiare a tempo indeterminato. Figuriamoci se riesco a godermi UN viaggio, come questo, per bene. Ci abbuffiamo con l’ennesima Irish Breakfast (il fegato si è ormai arreso alla nostra voracità), ricarichiamo la macchina con le nostre valigie e percorriamo l’ultimo tratto del nostro giro d’Irlanda. Destinazione: Dublino!

Questa volta la nostra adorata cartina della Hertz ci è stata più che utile! Abbiamo allungato un po’ il percorso per far in modo di attraversare le Wicklow Mountains, una delle tante meravigliose attrazioni irlandesi. NE E’ VALSA PROPRIO LA PENA! La giornata era eccezionale, e le nuvolette bianche nel cielo disegnavano delle direttrici prospettiche mozzafiato! Rendevano tutto il paesaggio bello come una cartolina! Quando il cielo ti fa questi regali, non si può che rimanere a bocca aperta! Ha proprio ragione la Mannoia! Il cielo d’Irlanda è più grande, è più blu!

A circa metà del tragitto abbiamo varcato la soglia dei 1000km percorsi! Un bel record, in soli 7 giorni! Oltrepassate le meravigliose montagne, decidiamo di inerpicarci sulla  Killiney Hill, un altopiano a sud di Dublino dal quale si predomina tutta la città (a nord) e gran parte della costa (a sud). Meraviglioso! Nel nostro caso potevamo vedere chiaramente tanti piccoli temporali che si scatenavano in ogni parte del territorio a noi visibile! Le famose showers che tanto ci hanno mandato al manicomio!

Ed eccoci di ritorno a Drumcondra Rd. Questa volta Padraig si è fatto aspettare non poco prima di accoglierci nel B&B e riconsegnarci la chiave della stanza. La finestra della camera dava proprio sulla grande via principale, caratteristica con tutte le sue casette a schiera di mattoni rossi e bow-windows impilati a sottolineare i soggiorni e le camere padronali. Alberi e giardini fioriti a rendere più allegra e meno grigia l’atmosfera nordica che può, ai più, apparire triste e noiosa.

In serata siamo andati a mangiare, e come te sbagli, a Temple Bar, in un ristorante dove vengono serviti piatti tipici della tradizione Irish. Stufato d’abbacchio nella Guinness e una bistecca bella al sangue ci hanno rimessi a nuovo. Purtroppo le temperature, scese repentinamente in serata, complice la vicinanza del fiume Liffey, non ci hanno permesso di passeggiare fino a tardi e goderci la città in versione notturna. Per quanto fossimo coperti, il freddo umido e pungente arriva alle ossa anche indossando 5 magliette e un giacchetto. 😦 Una volta rintanati in camera, io febbricitante, lui infreddolito, ci siamo riparati sotto le calde coperte della, putroppo, fredda camera dello Shandon Bells.

GIORNO 8

Ci alziamo decisamente presto. Questa è la nostra ultima mattinata a Dublino e dobbiamo assolutamente girarla almeno un po’. Mangiamo una fugacissima colazione, sempre da soli (pare che qui fare colazione alle 8.30 sia un’eresia!) e ci incamminiamo, con la Panda ovviamente, verso il centro.

Parcheggiamo davanti al Gate Theatre, proprio dove comincia la O’Connel Street, la via principale, al centro della quale svetta un altissimo Obelisco moderno, costruito per segnalare l’ESATTO CENTRO della città. E’ talmente alto che si fatica a vederne la punta! La percorriamo fino ad arrivare al Liffey, nostro punto di riferimento in ogni momento! Costeggiando il fiume verso ovest ci avviciniamo al Castello, che tutto sembra tranne che un edificio reale. Proseguendo verso ovest facciamo tappa alla St. Patrick’s Chatedral, immersa in un giardino cosparso di tulipani colorati! Il sole ci assiste, regalandoci una giornata calda e luminosa, perfetta per una passeggiata mano nella mano!

Purtroppo il tempo vola, ed è già quasi ora di tornare in aeroporto e riconsegnare la nostra infallibile Panda. Passo svelto fino al primo Fish&Chips che incrociamo che, tra l’altro, espone anche in bella vista una lista delle persone famose che si sono servite li. Ci fidiamo, ordiniamo! Non possiamo partire senza averlo assaggiato neanche una volta! Rapidi, rapidissimi, ancora masticanti, ripartiamo verso la macchina e sfrecciamo all’aeroporto! Sembra sia tutto ok, fortunatamente non dovremo lasciargli qualche organo vitale in cambio di qualche graffio sul cerchio della ruota!

Entriamo in aeroporto, tranquillamente facciamo gli ultimi acquisti, libri di fotografie del posto, qualche ricordo, nulla in confronto a tutti quelli con cui abbiamo riempito la valigia, gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca, le mani…Nulla in confronto a ciò che vi ho riportato qui. Questo vuole solo essere un piccolo diario di viaggio, di QUEL viaggio che sognavo da tanto di fare. Il NOSTRO viaggio. Il nostro BELLISSIMO viaggio.

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7 thoughts on “Our Irish trip.

    • L’Irlanda sa infilartisi dentro delicatamente ma senza scampo! Magari sulle prime non la si apprezza al 100% ma una volta tornati in patria, lascia come un alone di malinconia e la voglia di tornare a visitarla ancora e ancora e ancora!
      Se tornassi indietro passerei più giorni a Doolin e a Kilkenny!
      Sono contenta che la nostra avventura ti sia piaciuta!
      A presto! 🙂

  1. Letto tutto, ammirato tutto, sbavato su tutto, ora sono ancora più impaziente di andarci. Ho da parte due guide fotografiche su Dublino e l’Irlanda, nella sala d’attesa dell’Agenzia delle Entrate ho avuto modo di leggerne una per intero (quella della collana City Book Mondadori), visto che ci ho passato 6 ore. Ottimo resoconto di viaggio, le cartine con i percorsi fatti sono una chicca, utilissime per capire per bene il tragitto. Splendide come sempre le foto, molto suggestive, romantiche, poetiche. Accidenti, come farò ad aspettare un anno? Ci andiamo a giugno 2014? Pare sia il mese migliore per visitare l’Irlanda e toh! È giusto il prossimo mese, andiamo? XD

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