Come al liceo.


fortune cookie copiaQuando entro nel profilo di amministrazione della mia pagina facebook dedico sempre un po’ di tempo agli aggiornamenti del giorno sulla home. Avendo messo diversi like a blog più e meno noti attraverso quel profilo, solo da lì posso aggiornarmi sul lavoro delle mie “colleghe” – se mai il blogging può essere definito lavoro, ma questo è un altro discorso.

Prima di aprire la pagina non riuscivo ad avere un quadro d’insieme, probabilmente perché seguivo assiduamente solo 4-5 bloggers minuziosamente selezionate, quelle persone che ti fanno appassionare non solo al loro modo di scrivere, ma al loro modo di affrontare la vita in generale, perché attraverso i loro scritti riescono a trasmettere sia le loro passioni, sia il loro approccio nel coltivarle e farle sempre più proprie, interiorizzando e rielaborando secondo il proprio IO ciò che la vita presenta loro.

Ebbene, probabilmente il mio occhio inesperto, ingenuo e distaccato non riusciva a rendersi conto di cosa accadesse oltre quei pochi spazi cui dedicavo quel paio d’ore della mia giornata. Vuoi per curiosità, vuoi perché le “fashion bloggers” spesso e volentieri linkano alle pagine sulle quali acquistano (?) i loro capi d’abbigliamento (inutile dirvi che io vado spulciarmi quelli di scarpe) ho iniziato a seguire alcune esponenti della categoria con una discreta regolarità.

Finalmente dopo circa un anno di osservazione sono riuscita a crearmi un quadro della situazione, una visione d’insieme che mi aiuta – hallelujah! – a capire come funziona l’invalicabile mondo del fashion blogging.

Che idea mi sono fatta? Sulla base delle mie – personalissime e discutibilissime – osservazioni, la prima immagine che mi si forma nella testa è: una classe femminile del liceo. 

Avete presente quando in classe avevamo sempre la compagnuccia vestita all’ultima moda, sempre bella e perfetta, ammirata e ben voluta anche se era acida, antipatica e arrogante? Lei era quella che veniva a scuola puntualmente con qualcosa di nuovo, truccata più delle altre, l’innovatrice – si fa per dire – che bruciava le tappe prima di tutte.

Avete notato come, di volta in volta, prima le sue adepte, poi il resto della classe, prendessero spunto da lei copiando ogni cosa che la riguardasse al fine di essere ammirate e benvolute tanto quanto lei? E’ un’immagine inconfondibile nella mia testa, avendo io studiato per 5 lunghi anni in una classe prettamente femminile composta da 20 ragazze e 5 ragazzi.

Al pari di allora, oggi – a parer mio – non è cambiato nulla: si parte dall’adottare un animale – cani, per lo più – al farlo comparire inevitabilmente in qualche foto nei vari post del blog; si passa poi nell’indossare tutte gli stessi occhiali da sole – rigorosamente specchiati, tondeggianti, di colori assurdi – , gli stessi cerchietti coi fiori in testa – essù, ‘n se pònno vedé! –, le stesse t-shirt col bel visetto di Audrey Hepburn occhialuta, le stesse scarpe zeppone chilometriche o le stesse ballerine o gli stessi sandaletti flat, per arrivare poi agli stessi orologi ad anello ed i bracciali che variano da periodo a periodo –pizzo, gomma con cuiricini, catene annodate con stoffe varie, per dire.

Si continua poi adottando tutte la stessa tinta per capelli –vi dice niente la crescita esponenziale di capocce shatushate?– tutte la stessa tipologia di tatuaggio – scritta sul costato, polso, avambraccio, dita, nuca – per arrivare poi alle fotografie. Se io prendessi 10 blog random ed aprissi 10 post outfit random, quanto scommettiamo che in ogni singola foto le pose saranno tutte banalmente, rigidamente, innaturalmente uguali?

L’estate è ormai inoltrata. Parliamone. Vi rendete conto che non potremo più aprire i nostri profili facebook né instagram perché saremo INONDATI di foto scattate dalle sdraio in riva al mare, di prospettive impossibili che ritraggono ombelichi, anche ossute, inguini vestiti di costumi fluo e unghie smaltate di bianco? Per non parlare di quelle che ritraggono piedi sporchissimi e trascurati, piazzati in sandali flat, che signoremioaiutacitu?

Omologazione is the new black. 

Ma perché? Dov’è la personalità? Dov’è la particolarità? L’unicità?

Seguire la propria passione per la moda, quindi, è omologarsi a quell’altra ragazza che segue la tua stessa passione e quindi fare tutto ciò che fa lei allo stesso modo (se non peggio), lei che, a sua volta, sta facendo cose viste da quell’altra tipa e via discorrendo? E allora TU dove sei? Tu CHI sei?

Come pretendete di emergere se create un tappeto uniforme di gusti-tendenze-scelte? E ve lo dico dal basso di un blog che ha pochissime visite ma che nonostante ciò accumula la presenza di lettori e lettrici fantastici/e e costanti. Prendetelo come il consiglio di un’amica che nonostante tutto si è affezionata a voi: siate voi stesse! 

barbie-blogger-3

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35 thoughts on “Come al liceo.

  1. Sono molto d’accordo con ciò che hai scritto!!! Una cosa hai dimenticato,tutte hanno un fidanzato da mostrare al pari del loro cagnolino! Ahahah
    Saluti da una blogger nata da poco e con poche visite!!

  2. Pingback: Poor fashion blogger | Chicanalyst

  3. Al liceo ero in una classe di 14 femmine e un solo uomo, etero. La metà di loro erano integraliste cattoliche (non scherzo e non esagero se parlo di integralismo), l’altra metà, le mie amiche, erano più miti e calme. Poi c’ero io, una bomba a mano esplosa in quarta superiore.
    Per fortuna non c’avevo pure le fescionblogghers.

    Le foto dalle sdraio con la prospettiva inguinale la trovo a dir poco squallida e lo shatush è terrificante. Mi sono sentita in imbarazzo due mesi con la ricrescita, errore mio, perchè la gente mica se ne accorgeva. “Ah, Ele, anche te c’hai lo shatush?” No, cribbio, così mi offendi -__-

    Il tatoo sul costato sono anni che lo desidero 😦 ma ovviamente non sarebbe nulla di banale o trito e ritrito 😛

    Comunque, in conclusione, sono perfettamente d’accordo con ogni tua singola parola.. infatti io questi blog li evito come la peste, non sono nè fonte di ispirazione per i vestiti che voglio creare, nè fonte di ammirazione per donne che “si son fatte da sole”.

    PS: adoro i tuoi dialettismi!! 😀

  4. Concordo con te. Tu pensa che io mi offendo quando la gente mi definisce “blogger” o “fashion blogger” o “beauty blogger”. Scrivo perché ho voglia di dire la mia su qualcosa, non perché ne faccio un mestiere o perché voglio essere un esempio da seguire. Grazie a dio il mio mestiere è tutt’altro. Sono stata per 5 anni in una classe di liceo in cui eravamo 18 donne e due maschi. Molte di loro erano fatte con lo stampino. L’unico con cui ho ancora contatti è proprio uno dei due ragazzi, io sono sempre stata la voce fuori dal coro, quella che la pensava diversamente dal gruppo delle “fighette”.

    • Già, io del liceo ho voluto tagliare i ponti con tutti/e. Sono rimasta in contatto solo con l’unica veramente dotata di personalità.
      La cosa che mi dispiace di più è che penso non si rendano neanche conto del potenziale che hanno e che non sfruttano. Il mondo del blogging potrebbe essere migliore di così, invece l’abbiamo reso italiota come con tutte le cose: tutto fumo e niente arrosto. 😦

  5. Assolutamente d’accordo con te! I fashion blo più famosi sembrano l’uno la fotocopia dell’altro. Data la mia natura di amante di tutto quello che è moda, bellezza, architettura… seguo moltissimi blog e devo dire che su Bloglovin’ quelli più blasonati li scorro come se nulla fosse e mi concentro di più su un DIY ben fatto, su arredamenti, consigli beauty o racconti di vita…

    Ahaha, le shatushate in riva al mare ci sono venute a noiaaaa!
    A presto! S.

  6. Concordo su quello che hai detto, ma ti faccio qualche appunto: io, ad esempio, non ho un mio stile particolare, mi vesto come mi sento quel giorno. La conseguenza di ciò è che finisco anche io per mischiarmi alla massa, avere le stesse scarpe con la suola alta (perchè mi piacciono), le stesse unghie bianche (perchè mi piacciono), le stesse gonne lunghe (perchè mi piacciono) e borchie dappertutto (perchè mi piacciono). Il problema, è che per trovare quella gonna o quelle scarpe, le ho dovute prima vedere da qualche parte e addosso a qualcuna. Che al giorno d’oggi ci sia una moltiplicazione esponenziale dei “trend” di stagione, così che tutte si vestano uguali, è un altro discorso. E la colpa (a mio parere) è anche della catene low-cost, che metto alla portata di tutte capi che prima potevano esserlo solo per una certa “élite”.
    Io mi fotografo/faccio fotografare e carico i miei outfit per mostrare un certo abbinamento, o un acquisto che mi ha soddisfatta molto. La colpa è forse non avere abbastanza personalità…però anche 10/15 anni fa, le adolescenti di allora andavano in giro tutte con l’ombelico di fuori. Solo non si fotografavano e non lo mostravano sui blog. Questo è il potere di internet.

    • Col solo fatto, però, che nel periodo dell’adolescenza il momento dell’omologazione è una tappa inevitabile e fondamentale atta a definire quella che sarà poi, una volta finito il periodo, la propria personalità.

      Oggigiorno le fashion bloggers sono donne, spesso anche donne mature, dai 20 ai 45 anni se non più. Ormai la propria personalità dovrebbe essere bella che definita ed ognuno dovrebbe avere la propria, così che il mondo delle appassionate della categoria sia vario, misto e ispiratore sempre di concetti nuovi e nuove soluzioni. Non trovi?

      Io non sono contro la categoria TUTTA, ci tengo a ribadirlo, SEGUO e CONTINUERO’ a SEGUIRE le blogger che davvero si distinguono dalla massa e che hanno qualcosa da dire, oltre che da mostrare, perché i blog sono fatti per questo: per comunicarci prima ancora di mostrarsi.

      Il mio discorso trascende da quelli che sono i gusti personali, va proprio a toccare quella parte di loro che pur di rimanere “sul pezzo” fanno cose esattamente identiche a chi più di loro ha successo, per rivelarsi, poi un tappeto uniforme privo di contenuti e personalità.

      Non so se sono riuscita a spiegarmi…:)

      • Certo, ho capito benissimo…secondo me, il problema resta la “sovra-esposizione” al media e l’uso spropositato del blog. Io guarda caso non pubblico articoli tutti i giorni, lo faccio solo quando devo dire qualcosa o se mi sono costruita un look che veramente mi piace. Se mai mi comprerò quella cavolo di gonna-pantalone di Zara che hanno TUTTE, di sicuro non lo scrivo, a meno che l’abbia pagata 5€, dato che l’intento del mio blog è mostrare che ci si può vestire bene anche spendendo molto poco.
        Sta di fatto che io, a 24 anni, posso dire di non avere uno stile ben definito (purtroppo)…posso solo dire che mi vesto in modo adeguato al mio fisico e ho un “occhio” particolare per certe cose.
        Ok, non volevo far polemica e scrivere una pappardella..! 😀

        • Il dialogo è bello per questo, ci si conosce e si imparano tante cose. Io da voi lo faccio in continuazione 🙂
          I dibattiti costruttivi come questo dovrebbero essere il pane quotidiano di un blogger che si rispetti, e sono contenta che col mio piccolo (e molto meno incisivo di quanto avrei voluto) post siamo riuscite a confrontarci.
          Anche io, come te, non pubblico tutti i giorni, anzi, se lo faccio 3 volte al mese è grasso che cola e stimo quelle persone che comunicano perché hanno davvero qualcosa da dire, e non per cumulare visite su visite. Come si suol dire, la qualità prima della quantità. 😉

  7. Tesoro hai toccato un nervo davvero scoperto…ho letto qualcosa di molto simile sul blog di un’altra fashion blog…mi sa che stiamo cominciando a smuovere qualcosa! è vero le fashion blogger si stanno omologando un po’ tutte! Un po’ perché ricevono tutte le stesse cose e un po’ perché più che farla la moda alle volte la subiscono! Speriamo che questi “sfoghi” riescano a far creare nuove tendenze! bacioni!

  8. Amen. E se al liceo l’omologazione può anche starci, visto che nella fase adolescenziale bisogna spesso ancora trovare la propria personalità, dopo diventa inaccettabile, che venga da una “fescionblogghe” o meno. Brutto è che spesso nemmeno ci si accorge di essere tali e quali alle altre. Passati i 30 poi se ancora non si è state capaci di trovare un proprio stile e accettare la propria personalità senza mascherarla con le cose più “alla moda” diventa un bel guaio – eppure ne conosco tante di persone così, che comprano comprano solo per essere trendy… Non so, non riesco nemmeno a capire bene come funziona, anch’io compro tanto ma delle mode me ne frego alla grande. Anzi, mi importa solo quando c’è qualcosa che mi piace che torna di moda e allora diventa facile trovarlo! 😀

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